“Saviano è un copione” Ma chi è il giornalista che lo accusa?

Per chi non lo sapesse da ieri Roberto Saviano è su tutte le prime pagine dei giornali per una polemica che è diventata in poche ore virale. Questa volta non nasce nel nostro paese, anche perché non avrebbe fatto alcuna notizia giacché come sappiamo tutti Saviano è oggetto delle critiche più disparate da parte a parte dell’Italia, ma negli Stati Uniti dove la sua ultima fatica letteraria <<ZeroZeroZero>> sta facendo capolino nel nuovo continente, tradotta in lingua inglese.

E’ il giornalista americano Michael Moynihan a lanciare l’accusa che scatena una vera e propria bomba mediatica: <<Saviano è un plagiatore>>. Secondo il giornalista, lo scrittore partenopeo avrebbe il vizietto di attingere dalla rete per la scrittura dei suoi lavori senza citare mai le fonti, non solo, sempre secondo Moynihan, Saviano avrebbe utilizzato questo sgamabile escamotage da novellino, anche per la scrittura di  Gomorra, il capolavoro che lo ha fatto conoscere al mondo intero.

Saviano sceglie oggi di affidare ad una lunga intervista su repubblica la sua risposta alle diffamazioni, il senso è <<attingo dalla cronaca è vero ma per raccontarla dal mio punto di vista>>.Nulla di nuovo, in perfetto stile Saviano. Tradotto “questo lo sapevamo già”.

Ma non è questo il punto, lo è quella nostra riluttanza ad approfondire una notizia preferendo la mortificazione del nostro pensiero critico. Abbocchiamo a tutto. Basta dare un’occhiata alla lapidazione mediatica di Saviano attraverso i social, per farci un’idea.

Ma cosa sappiamo noi di Michael Moynihan? Nulla.

Ho fatto visita al sito che ha lanciato l’esclusiva, il The Daily Beast e ho cecato l’archivio contenente tutti gli articoli del giornalista in questione, ciò che ne è venuto fuori è una lunga lista di accuse al vetriolo nei confronti dei più disparati personaggi pubblici, scritta con il piglio di chi ha la verità in una tasca e un linguaggio abbondantemente scurrile nell’altra.

Titoloni sensazionalistici in favor di click e pubblicità. Nulla da invidiare a quei siti di quarta e quinta fascia che conosciamo tutti. Michael Moynihan se la prende con chiunque, perfino con Nelson Mandela:

<< Mentre si godeva il suo meritatissimo premio Nobel e si guadagnò l’appellativo ingiusto di ‘grande uomo’, in realtà sapeva benissimo di non essere un santo>>. Non solo, dopo l’abdicazione di papa Benedetto XVI, Moynihan lo definì un <<fallimento morale>> senza troppi giri di parole. Sul neosindaco di New York Bill De Blasio scrisse che è un <<nostalgico della ciminalità>>.Insomma, lo stile lo conosciamo “purché se ne parli” o meglio purché diventi virale.

L’articolo di Michael Moynihan lo trovate qui, per il resto, ricordiamoci la regola secondo la quale un’offesa qualifica spesso chi la lancia. Stesso discorso vale per le accuse.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...