Unioni civili: Oh Vaticano #esciti dalla politica!

Il vaticano ci ha preso gusto, è riuscito a chiudere il cerchio nell’affaire Marino e ora ci riprova con la legge sulle unioni civili. A scendere in campo un pezzo grosso della squadra, Monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, (Conferenza episcopale italiana). Secondo Galantino ‘’per la frenesia di risolvere i problemi connessi al riconoscimento giuridico delle Unioni civili, si sta mettendo all’angolo la famiglia, nei termini in cui è stata concepita dalla Costituzione italiana, composta, cioè, da un padre, una madre e i loro figlioli”.E cita l’articolo 29 della costituzione.

Peccato solo che nell’articolo su cui si basa la tesi del monsignore in cui sono descritti i diritti e doveri dei coniugi, non viene menzionata esplicitamente la diversità di sesso di coloro che intendono sposarsi.

Oltretutto la corte costituzionale si è già ampiamente espressa a favore delle unioni civili, in particolare si legge nella sentenza numero 138/2010:

“L’art. 2 Cost. dispone che la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale. Orbene, per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri”.

Ma mi voglio rovinare e mi avvalgo del bonus Corte Europea dei diritti umani di Strasbrugo che nel luglio scorso ha condannato sonoramente il nostro paese <<L’Italia deve introdurre il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso>> tuonavano perentori i giudici dando ampia risonanza mediatica alla cosa in favor di quei detrattori dell’Italia che sul bigottismo nostrano hanno imparato a fare i miliardi.

Proprio in virtù di quanto sopra, appare assurdo il mantenimento di un profilo basso della politica davanti ad un evidente discriminazione di orientamento sessuale tutto Italiano, secondo il quale se sei omosessuale sei un cittadino di serie D che non può avere gli stessi diritti di uno eterosessuale.

Come appaiono inverosimili le parole del Ministro delle riforme Maria Elena Boschi la quale sostiene candidamente che <<Le unioni civili non fanno parte del programma di governo>> e che verrà lasciata libertà di coscienza sul voto. Senza prendersi in giro lo sapevamo, l’assenza di un ministero per le pari opportunità parla da sola (certo che le unioni civili non siano nel programma di un governo di sinistra mi provoca un certo travaso biliare) ma lasciare ai nostri parlamentari eletti peraltro anche da milioni di omosessuali, la facoltà di decidere liberamente su un diritto inviolabile di migliaia di famiglie è un errore politico e un’offesa alla civiltà.

La libertà di coscienza è storicamente il pilastro portante su cui poggia direttamente la libertà di pensiero (e di opinione) e questa non può prevaricare in nessun caso sul diritto.

Altro che libertà di coscienza dunque, qui ci vorrebbe l’imposizione del diritto, l’affermazione della giustizia.

Perché sull’argomento abbiamo perso troppo tempo, perché se anche la sinistra molla la presa su una legge che deve assolutamente essere approvata,  avremmo solo la legittimazione della discriminazione che danneggia non solo la nostra credibilità in quanto paese civile ma anche il benessere delle generazioni future.

Abbiamo il bisogno vitale di emanciparci politicamente dalla chiesa, non che questa non debba pubblicamente manifestare un’opinione politica, ma che possa tracciare la strada dei diritti in uno stato laico, anchebasta.

L’istituzione della famiglia tradizionale è la pietra angolare su cui storicamente poggiano i dogma della chiesa e non mi aspetto che vi rinunci. Con tutto il rispetto tuttavia, deve ancora nascere quell’istituzione che fondandosi sul mistero della fede possa anche permettersi di mettere la parola fine ad una questione inerente solo la certezza dei diritti.

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One thought on “Unioni civili: Oh Vaticano #esciti dalla politica!

  1. é complesso sentirci in uno stato laico se ancora ci perdiamo in queste fesserie. E’ paradossale che un organo che promuove la purezza dei sentimenti (la chiesa) faccia resistenze burocratiche (o chiamale come vuoi) verso chi non si piega a liturgie e assiomi che definire anacronistici é riduttivo.. due persone che si vogliono bene e condividono un esistenza sono una famiglia, é assurdo che serva ancora una guerra politica perchè si riconoscano i dovuti diritti.

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