Tra parentesi (A cena con l’amica vegana in salento, una storia vera)

ATTENZIONE: Il modo in cui vengono raccontati i fatti è da ritenersi volutamente ironico, amo i vegani ma amo ancora di più farmi ‘na risata.Mi auguro ve la facciate pure voi

-…però miraccomando, andiamo in un posto dove posso mangiare anche io

ci mancherebbe

ne conosco uno che farebbe tutte e due contente

Avrei dovuto percepire subito che la frase farebbe tutte e due contente, poteva dire tutto e niente, più niente che tutto e lo avrei capito dopo, comunque troppo tardi.

Io e la mia amica vegana, ci diamo appuntamento davanti al posto carinissimo che farebbetutteeduecontente, il nome non aveva nulla di rassicurante, un misto confuso di consonanti che terminava per cos. Male ma non malissimo.

L’interno è quello di un tipico locale spartano, tavoli quadrati da due, luci al neon accecanti e tovaglie di carta a quadri. Mi accorgo fin da subito che la mia presenza stonava fra quella massa di vegani, ho addirittura cominciato a temere atti di nonnismo, ad esempio che cominciassero a lanciarmi setan dagli altri tavoli.Tipo.

La mia amica pare essere orgogliosa di avermi portata qui “se non te li faccio conoscere io questi posti fighi”.Già, fighissimi oltremodo.

Non passa molto che il cameriere ci porta il menù, pare un tipo normale neppure cagionevole come mi sarei aspettata anzi è piuttosto paffuto “questo semmai il vegano se lo mangia” penso da ignorante. Rido dentro ma di gusto.

La mia amica è eccitata le fa piacere che abbia ceduto al suo invito, tu sei diversa da tizio e caio non sei schizzinosa, e bla bla, in altri momenti l’avrei pregata di smetterla di fare la ruffiana ,che ormai mi aveva incastrata e che doveva ringraziare dio che c’avevo fame altrimenti sarei già andata via. “Per te è il minimo” le rispondo invece.

Punto il menù, che c’ho fame.

Allora:

Questo è un menù NON VIOLENTO – ECOLOGICO E SANO

Nessun menù mi ha picchiata. Penso e rido dentro, da ignorante.

Proseguo, che c’ho fame:

Insalata di riso integrale con pomodoro fresco, olive, germogli di lenticchie e formaggio vegano

Lasagne di pasta fresca al ragù di seitan

Straccetti di seitan (auto prodotto) alla griglia

Burger di patate con maionese di riso

(se il menù non  è violento il riso non impazzisce, è chiaro.Rido dentro)

Spaghetti  di zucchina con pomodoro fresco, olive e germogli

Anelli di calamari vegan fritti in salsa di scampi vegan

Nulla di quel menù mi ispira, ripiego sulla frittura di calamari vegan. Chiamo il cameriere.Un attimo ed è già al nostro tavolo

-Scusi una curiosità, la frittura di calamari com’è fat…?

Mi blocca

-Ovviamente non c’è il pesce

risponde con un misto di supponente e paffuta superiorità

“Ovviamente” faccio io, se piazzi la parola calamaro in una portata del menù ciò non significa necessariamente che ci sia del calamaro. Il menù non è violento, la maionese non impazzisce e i calamri non sono calamari.Che fantastico mondo è quello vegano anche se a dire il vero a quel punto comincio a sentirmi un po’ presa per il culo.

Dico vabbè, ascolto il resto che c’ho fame.

-…non sono calamari è un preparato che utilizziamo noi, ma richiamano quelli veri.

Richiama, che vuole dire richiama. Mo’ mi invento gli euro vegani, non sono soldi ma richiamano quelli veri.Voglio vedere poi. Ripiego comunque su questa portata, il rischio ciofeca era dietro l’angolo ma non potevo sottovalutare l’apporto di buon umore che la frittura mi ha sempre regalato.<<Fritta è buona anche una ciabatta!>> diceva l’Artusi .E diamine potranno questi finti calamari essere peggiori di una ciabatta? Avevo evidentemente sottovalutato il sapore ruspante della ciabatta.

La mia amica sceglie il riso, dice che la sera il fritto fa pesante. Me ne frego, che c’ho fame

Finalmente arrivano i miei calamari, l’aspetto è identico a quelli veri e così ho capito cosa intendesse dire il cameriere con la parola richiamano.Non è stata una grande epifania: quegli anelli di coso erano piuttosto gommosi, duri e immangiabili e io c’avevo ancora fame.

-beh Lucia ti piacciono?

-‘nsomma ne carne ne pesce

la mia amica scoppia a ridere, io inconsapevolmente avevo fatto una battuta che in quel contesto appariva oltremodo brillante.

Scelgo subito il secondo e senza pensarci richiamo il ragazzo paffuto “ah coso” vorrei dirgli e invece alzo l’indice, lui si fionda mi chiede se i cosi mi fossero piaciuti io faccio che ‘nsomma anche a lui. Senza vergogna.

Ordino del Setan fatto in casa, non ero troppo entusiasta dall’avvento del secondo piatto. Mi sono chiesta se la scelta di diventare vegani fosse una sorta di tecnica per obbligarsi a portare a buon fine una dieta: sottoporsi ad un regime di cibo nauseabondo per ridurne il bisogno. In un’ipotesi del genere devo ammettere che gli anelli di calamaro sarebbero degli ottimi alleati.

Il Setan è stata la mazzata finale. I miei villi intestinali minacciavano di farmi diventare ciliaca se solo mi fossi permessa di mangiare altro cibo di quel tipo. Avevo improvvisamente rivalutato gli anelli di calamari che adesso non mi sembravano più tanto male.

Il Setan però non riesco a finirlo, la mia amica si mangia anche il mio piatto “alla faccia del fritto che fa pesante” penso.

La cena volgeva al termine.Sazia ero sazia, ma non ero propriamente soddisfatta, c’era una parte del mio cervello che esigeva una ricompensa per aver sopportato tanto. Ma c’è ancora il dolce.

La mia amica mi anticipa:

qui fanno un ottimo budino di soya

Penso che ‘nsomma avrei preferito altro, ma mi convinco, il lato positivo è che il dessert avrebbe suggellato la fine di questo supplizio alimentare. Ero allo stremo della sopportazione, osservavo le altre persone intorno a me mandare giù manciate di polenta, farro, orzo, cuscus, bulgur, quinoa, tapioca, miglio, avena, segale e dio solo sa quale altra diavoleria vegana. E io sarei stata capace da sola di divorare 1 kg di fiorentina con le patatine fritte e la maionese, quella vera fatta con le uova, che in quel momento avrei mandato giù anche impazzita. Anche fosse fuori di testa, una mayonese matta da legare.Mi sentivo un’assassina.

-come ti senti a non aver mangiato morti per una volta?

La mia amica ironizza, io le sorrido piena di sensi di colpa: ridi ridi un altro po’ e divoro pure te.

Il mio fabbisogno di proteine animali stava prendendo il sopravvento.Sono un mostro.

Finiamo anche il dolce, se così possiamo definirlo, un composto mucillaginoso che per riottenerlo basterebbe solo frullare palline da tennis e mischiarle ad una soluzione zuccherina.Di positivo c’è che gli anelli di calamari avevano conquistato il titolo di portata più buona del mondo come per magia.

Torna il cameriere questa volta con il conto, torno felice, da lì a poco saremmo scappate e io mi sarei fiondata a mangiare il primo kebab fatto con i denti di maiale, che trovavo per strada.Filiamo via.

-grazie per averlo fatto sei un’amica ci torniamo quando vuoi

-no la prossima volta il posto lo scelgo io eh

 -però miraccomando, andiamo in un posto dove posso mangiare anche io

-Tesoro mio tranquilla che un’insalatina con due pomodori te la fanno ovunque

La tipica soluzione che farebbe tutte e due contente insomma.Echecazz

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