Non solo Etruria:Se per assistere ad una rapina in banca un ladro non è più necessario

Etruria, Etruria, Etruria in queste ore non si parla d’altro che di Banca Etruria, giornali e politica si passano il testimone dell’opinione più brillante e soprattutto lungimirante mantenendo però l’argomento circoscritto alle quattro banche che sono state salvate dal decreto salva banche (per l’appunto) ed in particolar modo su banca Etruria, come se le altre siano tutte realtà virtuose e distanti anni luce da certi modus operandi. Vi risparmierò quindi il mio punto di vista sul decreto, mentre vorrei spostare quello di tutti voi su cosa in realtà sia diventato oggi l’istituto bancario e se possiamo definirlo ancora l’approdo fidato del risparmiatore tipo.

Per quanto mi riguarda ho smesso da tempo di temere l’avvento di un commando di ladri in filiale dal momento che la rapina tentano di rifilarmela direttamente alcuni impiegati di turno.

La mia storia con la banche comincia con l’iscrizione all’università, cambia con il mio trasferimento a Milano per poi assestarsi diciamo così, con il mio ritorno nelle terre salentine tre anni fa. Premetto che non sono proprio un grande risparmiatrice, non ho mai creduto indispensabile investire il mio minuto tesoretto (fa così ricco definirlo tale) preferendo immaginarlo buono buono sul mio conto corrente.

Con l’apertura del mio nuovo conto invece posso dire di aver provato la sgradevole sensazione di quando tuo marito ti chiede di accompagnarlo da Media World ché tanto “facciamo presto” e ti ritrovi a sopportare per più di un’ora le sue pedanti disquisizioni sull’ultimo modello di una sopravvalutata chiavetta wirelles.

Le telefonate quasi moleste da parte degli impiegati della mia ultima banca sono cominciate quasi subito; un giorno era indispensabile vendermi una polizza vita, la volta dopo una polizza casa, descrivevano come vitale l’apertura di una pensione integrativa, fino al giorno in cui non mi hanno proposto un finanziamento soloperleisenzabustapaga di ben 15.000,00 euro ad un tasso di interesse che avrebbe fatto impallidire il più arrivista usuraio faidate:

per lei un prodotto decisamente unico, un finanziamento di quindicimilaeuro da restituire in dieci an…

-non mi interessa…

-ma come, non deve fare i regali di natale?

– normalmente non spendo 15.000,00 euro in regali mi perdoni

-beh può acquistare una macchina, mi diceva che le serviva

-si vabbè, ma adesso non è il caso

-passi in filiale almeno, per parlarne

– a me rincresce, mi creda ma lavoro sempre

-anche in pausa pranzo?

-no in pausa mangio

-beh può fare un eccezione una volta

– (LOL)!

Sono sempre così insistenti nel loro disperato tentativo di appiopparti la fregatura di turno, non riesco neppure a immaginare come vengano motivati. Credo che in queste filiali lavorino i finalisti del concorso nazionale “Shark of the  year” o non si spiega. Mi hanno invitata decine di volte per discutere di una faccenda importantissima poi magicamente trasformatasi nell’ennesimo tentativo di vendermi qualcosa:

-Lucia, corra in filiale appena è possibile…

– oddio che succede?

– dobbiamo parlarle di una cosa importante

– ma mi anticipi qualcosa

-no così al telefono non posso

-vabbè possiamo fare settimana prossima?

– no troppo tardi, facciamo domani

-ma domani lavoro

-si fidi è importante ne va del suo futuro

-ma dai non è mica una questione di vita o di morte

-non ne sarei così sicura…

E come minimo corri da loro temendo gli scenari più apocalittici tipo che il tuo conto bancario abbia preso fuoco, o di essere vittima di un furto d’identità come in quel film angosciante di cui non ricordi neppure il nome dove la tipa alla fine resta senza una lira ( beh era un film datato) senza casa e senza famiglia, se sei un tipo  ottimista invece temi che anonymous ti abbia scambiato per un militante dell’Is e quindi ti abbia bloccato e prosciugato il conto e invece no << posso proporle un prodottino che potrà garantire l’università ai suoi figli?>> e solo grazie al naturale rilassamento dei tuoi neurotrasmettitori che riesci a liquidare educatamente la proposta con un pacato “non mi interessa” che date le circostanze, le sinapsi in corto e le coordinate cerebrali in tilt poteva essere sostituito tranquillamente da un sonoro “si fotta” (garantito a vita e in comode rate da piccoli “fottiti” mensili eh).

Ad una mia amica invece è andata decisamente peggio, avendo lei accettato di acquistare una polizza e sottoscritto il fantastico finanziamento di 15.000,00 euro soloperleisenzabustapaga oggi si ritrova con un debito di quasi ventimilaeuro poiché ha perso il lavoro esattamente l’anno successivo.

Ora la mia amica non aveva chissà quali strumenti di valutazione per riconoscere la truffa che si celava dietro quelle continue chiamate (neppure io, i miei sono la diffidenza e la totale diffidenza). L’affezionata malcapitata si era fidata di quella dolce impiegata dagli occhi grandi, dei suoi cento “ fidati di me”; “se non ce la fai modifichiamo gli accordi” e balle di questa entità. La mia amica aveva un contratto a progetto che superava da poco i milletrecento euro al mese per cui nessuno istituto bancario serio avrebbe mai dovuto proporle dei prodotti che le avrebbero prosciugato quasi quattrocento euro mensili  a quelle condizioni.

Certo l’indegna interpretazione della regola del “non si ammette ignoranza” la conosciamo tutti, ma esiste una regola etica che vuole che una banca sia in grado di prendersi cura dei propri clienti per offrire a questi servizi in grado di tutelarli non di approfittare dei loro presunti deficit di conoscenza per saziare gli obbiettivi mensili di vendita di pacchetti più dannosi che utili.

Ho dovuto accettare lo status di pessimo cliente per la mia banca, con conseguente trattamento di serie B ogni qualvolta mi reco presso l’istituto con richieste che vogliono soddisfare le mie e solo mie esigenze senza dover necessariamente piegarmi ad un compromesso che preveda un assurdo 50 e 50.

Per fortuna è da almeno un anno che non sono più costretta a sopportare quelle sgradevoli chiamate per chiedermi di sottoscrivere strumenti finanziari scadenti ogni volta che ricevo un accredito. Nonostante ciò ho deciso di cambiare banca entro i primi mesi del prossimo anno e ne pretenderò una che mi garantirà tutti i servizi gratuiti ( bancomat, carte di credito ecc…) che mi consiglierà esclusivamente strumenti finanziari realmente convenienti e non fondi e polizze vita.

Riconosco che probabilmente la ricerca si concluderà con un gigantesco buco nell’acqua perché comunque vogliamo indorarla la pillola sempre amara rimane. Oggi la crisi delle banche è tangibile, posso però guardare all’affaire Etruria & Co. Paradossalmente come ad un’opportunità, l’unica attualmente che possa aprire la strada ad una verifica certosina sul modus operandi di ogni singolo istituto bancario perché a fronte dell’obbligo di possedere un conto corrente dovremmo pretendere che si vigili davvero sulla serietà delle banche , affinché tornino ad accoglierli i nostri risparmi e non a venderci come oro colato, i milleeuno modi più bizzarri e veloci per farceli sparire.

 

 

 

 

Annunci